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  • 1. Tchehoff, Igor
    Il sistema della Natura: un’invenzione svedese2007In: Argo - rivista d'esplorazione, ISSN 1971-4785, Vol. 13, p. 39-39Article in journal (Other (popular science, discussion, etc.))
  • 2.
    Tchehoff, Igor
    Stockholm University.
    L'arte del sabotaggio in azienda2007In: Argo - rivista d'esplorazione, ISSN 1971-4785, Vol. 12, p. 59-62Article in journal (Other (popular science, discussion, etc.))
  • 3.
    Tchehoff, Igor
    Stockholm University.
    Paolo Volponi e il dilemma della scrittura «carnale»2006In: XVI Congreso de Romanistas Escandinavos / XVIe Congrès des Romanistes Scandinaves /XVI Congresso dei Romanisti Scandinavi / XVI congresson dos Romanistas Escandinavos / [ed] Michel Olsen & Erik H. Swiatek, Roskilde: Department of Language and Culture, Roskilde University , 2006, p. 1-12, article id http://rudar.ruc.dk/handle/1800/8424Conference paper (Refereed)
    Abstract [it]

    Nella poesia Canzonetta con rime e rimorsi del 1966, Paolo Volponi riflette sulla sentenza “ogni determinazione è negazione” che proviene dalla filosofia di Spinoza. Nella visione artistica di Volponi la massima spinoziana viene elaborata affermando l’unità della realtà circostante, della coscienza e del corpo, per creare la poesia che il poeta stesso definì “carnale”. In questa comunicazione vengono presentate alcune riflessioni sulla poetica di Volponi partendo dal suo romanzo Corporale del 1974. Il rapporto tra la scrittura e il corpo sta al centro dell’indagine visto che la scrittura sperimentale di Volponi ha l’ambizione di rappresentare la totalità delle sensazioni e la pienezza dell’esperienza vissuta. Sul piano testuale, l’idea che “ogni determinazione è negazione” è a base di uno sforzo radicale di inglobare la realtà affidandosi al procedimento di enumerazione.

  • 4.
    Tchehoff, Igor
    Stockholm University, Faculty of Humanities, Department of French, Italian and Classical Languages.
    Tra natura e storia. Il corpo nella narrativa di Paolo Volponi2007Licentiate thesis, monograph (Other academic)
    Abstract [it]

    Il presente lavoro mira a fornire un’analisi critica della sezione centrale della produzione narrativa di Volponi partendo da un vero macrotema del suo universo artistico: il corpo. Alcuni critici hanno ribadito la centralità del corpo nell’opera di Volponi (Berardinelli 1997, Santato 1998, Zinato 2002b), senza approfondire le sue manifestazioni concrete. In una breve scheda dedicata allo scrittore, Franco Fortini ha notato che nelle sue pagine c’è sempre qualcosa di sconvolgente che va nella direzione “del corporeo, del ‘corporale’” (1998: 71). Proprio questa dimensione corporea è al centro della mia indagine, concentrata sull’analisi di tre romanzi di Volponi degli anni Sessanta e Settanta (Memoriale, Corporale e Il sipario ducale)[1]. Tre sono gli indirizzi principali di questa ricerca: il funzionamento del corpo come oggetto semiotico che veicola significati sociali e narrativi, il ruolo del corpo nella costruzione dell’intreccio romanzesco, e la rappresentazione della vita interiore ed esteriore del corpo nel testo. Il corpo nell’universo di Volponi si raffigura come una presenza vera e autentica, cioè come un’istanza che è stata ingiustamente rimossa nella società tecnologica dominata dalla ragione. Questa realtà materiale del corpo deve entrare nella narrativa attraverso un processo di interpretazione in cui al corpo saranno attribuiti diversi tipi di significati.

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